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Vittorio Veneto, amplesso focoso: si frattura il pene

chiodoTroppa foga nel rapporto sessuale e si frattura il pene. Imbarazzante disavventura per un venticinquenne trevigiano finito giorni fa al pronto soccorso di Vittorio Veneto . E non è il primo caso. Secondo uno studio dell’urologo Giuseppe Anselmi, la Marca Trevigiana detiene infatti il record di fratture del pene, detta anche “sindrome del chiodo piegato”  Imbarazzante disavventura per un venticinquenne vittoriese finito giorni fa al pronto soccorso di Costa dopo un rapporto occasionale. E non è il primo caso. I vittoriesi si confermano così amanti focosi. «Cosa le è successo?» «Non so, ho un male tremendo proprio lì. Si è gonfiato tutto, è enorme. Fate qualcosa per favore».

Si è presentato così un giovane vittoriese al triage della Medicina d’Urgenza di Costa. Piegato in due da dolori lancinanti. E forse anche dalla vergogna. In preda alla preoccupazione per il pene deformato, piegato, scuro. Non sapeva di essere incorso in una rara frattura, anche conosciuta come sindrome da «chiodo piegato». La conclusione di una serata che mai ti immagineresti. Un rapporto occasionale finito nel peggiore dei modi. Una bella ragazza abbordata in un locale. Quattro chiacchiere, cenni di intesa, rimorchiata. Il venticinquenne ha così portato la sua nuova fiamma a casa. Tutte le comodità, comprese un comodo letto. I due iniziano a fare sesso. Sempre più spinto. Con sempre maggiore foga. All’i mprovviso si sente un rumore di ossa rotte. Lui urla dal dolore. Anche la ragazza urla, ma di spavento.

Il pene del compagno si era gonfiato all’improvviso e non certo per l’eccitazione. Si era anche fatto scuro per l’emorragia interna. E’ stata la stessa ragazza, in preda al panico, a caricare in macchina lo sfortunato ragazzo e a portarlo di corsa al pronto soccorso di Vittorio Veneto. «Era preoccupato per le possibili conseguenze – racconta il medico di turno – non sapeva cosa gli era successo. Per fortuna è arrivato in fretta in ospedale».

Il giovane abita infatti a pochi chilometri dal nosocomio. Dopo i primi interventi in medicina d’urgenza, è stato fatto intervenire l’ urologo. La diagnosi era frattura del pene con lesione ai corpi cavernosi. Il ragazzo non avrà conseguenze, anche se c’è da giurare che le prossime volte sarà meno focoso. «Si tratta di casi sporadici», conferma Giovanni Antoniazzi, urologo all’ospedale di Conegliano. Questo tipo di frattura colpisce soprattutto i giovani, durante un rapporto sessuale particolarmente coinvolgente. La posizione sessuale più pericolosa per la sindrome del «chiodo piegato» è quella con la donna sopra.

A provocare la frattura può essere un movimento incontrollato e violento. Ma può anche succedere con un pene scarsamente eretto. «La membrana albuginea è rigida – spiega il medico – per cui si può rompere se il pene viene flesso violentemente a causa di un movimento sbagliato. Nel 75 per cento la frattura avviene solo da una parte. E’ stato proprio il caso del giovane vittoriese». In Italia in un anno si contano circa cento casi. Molti di questi nella Marca.

(la tribuna)

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