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PAUSA SESSUALE AL LAVORO

È di recente iniziativa di un assessore svedese di Overtornea l’idea di dedicare del tempo, tra un impegno lavorativo e l’altro, al sesso. Erik Muscus, al fine di arginare un problema forse legato principalmente alla bassa natalità, propone l’inserimento di una “pausa sessuale” retribuita, sostenendo inoltre che ritagliare del tempo da trascorrere con il proprio partner avrebbe anche dei risvolti positivi sulla performance lavorativa stessa. La proposta non ha mancato di sollevare gli stupori e i dubbi, non solo dei connazionali dell’assessore, ma anche del resto del mondo; la notizia, che sicuramente sarà giunta anche ai nostri capi, sarà stata considerata con il giusto peso? In effetti, l’assessore non ha tutti i torti, anzi, dalla sua, di ragioni ne ha molte. Tra i numerosi benefici del sesso, studi dimostrano che l’avere un’attività sessuale costante aumenti le difese immunitarie – riducendo quindi il rischio di contrarre infezioni, migliori la fase di addormentamento, diminuisca il rischio di malattie cardiovascolari e migliori la fertilità. Ma quali benefici sulla performance cognitiva? Da uno studio condotto su animali da laboratorio dal dipartimento di psicologia dell’Università di Princeton, emergerebbe che un’attività sessuale stabile produca non solo un aumento dei livelli di corticosterone, ma anche un continuo consolidamento della rete neurale insieme a una stimolazione della struttura dendritica. In altre parole, questo significa un incremento delle cellule dell’ippocampo, regione del nostro cervello che svolge un ruolo fondamentale nella memoria. Il sesso può quindi aiutare a prevenire il decadimento cognitivo, anche meglio di esercizi più impegnativi –e più noiosi!- quali il sudoku e i cruciverba che sì stimolano il funzionamento cerebrale, ma solo di alcune specifiche sezioni. L’orgasmo femminile, invece, apporterebbe un quantitativo di flusso sanguigno al cervello tale da ossigenare più di trenta regioni contemporaneamente. Sempre dal medesimo studio, risulterebbe poi che l’avere una vita sessualmente attiva comporti una riduzione degli atteggiamenti di matrice ansiosa, probabilmente come diretta conseguenza della diminuzione dei livelli di stress. Durante l’atto sessuale, infatti, il nostro cervello si avvale di un miscuglio di ormoni e di neurotrasmettitori – tra cui la serotonina (l’ormone del buonumore), la dopamina (neurotrasmettitore del piacere) e l’ossitocina (ormone dell’innamoramento) che poi andrà a condividere con il resto dell’organismo, portandolo a rilassarsi. Per cui, perché perdere tempo? Meglio concedersi a quell’attività definita da Woody Allen come la cosa più divertente che si possa fare, senza ridere.     [leggi tutti gli Articoli]

 

Camilla Tombetti

camillatombetti@gmail.com

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