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Spresiano: marocchini dopo un mese dallo sfratto esecutivo si fanno beffa di tutti e sfondano la porta per rientrare in casa.

Originari dal Marocco, ex abusivi e sfrattati dall’appartamento a Spresiano (TV) dopo anni di azioni legali, un mese dopo sfondano la porta e rimangono in casa mentre i Carabinieri prontamente intervenuti accompagnano fuori il proprietario.

La peggiore umiliazione della mia vita” commenta il proprietario.  “Criminali che sfruttano perfino i figli minori per farsi beffa della giustizia, della proprietà privata, dei Giudici, dei Carabinieri, del Comune, di tutto, per ottenere casa a sbafo, assistenza, sussidi e ogni vantaggio. Un sistema distorto che alla fine produce di fatto una sorta di esproprio per privata utilità a mio danno e beffa. Aberrante.”

 

“Come ti permetti tu di cambiare la serratura di mia casa!!” Urlava minaccioso il capofamiglia al proprietario avvertito e giunto poco dopo lo scasso, mentre la famiglia fatta accorrere da chi sa dove si introduceva dentro la casa sfondata e ancora vuota appena prima dell’arrivo dei Carabinieri.

Sei già stato sfrattato, è casa mia, chiamo i Carabinieri! Questa la fiduciosa quanto ingenua risposta del proprietario che intimorito dal comportamento sprezzante e minaccioso del marocchino si rivolgeva al 112.

I Carabinieri intervengono prontamente, rilevano la porta sfondata e distrutta, la presenza di moglie e figli minori seduti all’interno della casa ridotta ad un porcile-bazar-discarica dagli stessi sfrattati  negli anni precedenti.

E altro non possono fare se non zittire, umiliare e allontanare il proprietario esasperato da anni e favorire i criminali. Criminali, si, perché sfondare la porta e rientrare nella stessa casa da cui sei stato condannato a uscire da un Giudice dopo una lunga e onerosa causa è certamente un crimine.

Null’altro può fare il proprietario umiliato e beffato oltre a sporgere querela, ben sapendo che mai otterrà sufficiente soddisfazione mentre intanto deve perdere tutto, casa inclusa.

Ben oltre danno e beffa va detto anche che la moglie e madre dei figli, evidentemente usati con furbizia a scudo, è proprietaria di una casa a poche centinaia di metri dal luogo del crimine. Forse per certi marocchini è preferibile vivere a sbafo in casa d’altri, ottenere un reddito da affitto dalla propria e assieme ai sussidi carpiti al Comune vivere beatamente in serenità e abbondanza sulle spalle della Collettività?

Dunque, riassumendo, se vincere una lunga e costosa azione legale non basta a tutelare adeguatamente la proprietà privata, se perfino la Forza Pubblica è di fatto costretta ad umiliare e allontanare il proprietario e intanto tollerare un crimine, se al proprietario resta possibile solo una querela di cui certi individui si faranno un baffo, allora per ottenere pronta e concreta soddisfazione e difendere i propri beni che altre soluzioni resteranno per opporsi a violenza e crimine, se non altra violenza e crimine?

Il “Preti” li invitano, le “sinistre” li proteggono, il sistema Legislativo e Giudiziario non risolve, ovvio dunque che qualcuno deve mantenerli a proprie spese. Ma perché? Per quanto altro tempo?

Il caso non è unico (v. il Gazzettino) il sistema attuale è chiaramente aberrante, dunque anche in questo inferno dantesco vale il “Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare“. Che più o meno equivale a “Questa è la volontà di chi detiene il potere, non chiedere altro”, o anche “Fatti i cazzi tuoi”.

Oppure, se ne hai natura e stoffa, organizzati e passa dall’altra parte, quella dei criminali protetti.

 

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