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Ponte Morandi a Genova: Quando i “se” sono troppi, i ponti crollano.

agg.: Morandi nel ’79 diceva che… 

E’ dato sapere perchè certe fabbriche sfidano i secoli e altre crollano in pochi decenni?

       

La risposta forse può riassumersi in Rispetto e Onestà.

 

Rispetto delle leggi di Natura e della Fisica, Onestà nel progetto, nella scelta e nel corretto impiego dei materiali, nella bontà di costruzione e manutenzione da eseguirsi a regola d’Arte. Senza lesinare, procrastinare, rubare, senza mentire ben sapendo di mentire per puro  tornaconto.

 

Certe fabbriche crollano perchè sono progettate con arroganza, realizzate malamente, gestite solo per lucro e interesse dei pochi sui più.

 

Proviamo a fare dei confronti? Guarda una Piramide: più cresce il peso dall’alto verso il basso, più sia allarga la base a sopportarlo e scaricarlo a terra. I materiali “lavorano” al meglio secondo la propria natura, a compressione. L’angolo che si forma in verticale è lo stesso che si otterrebbe lasciando cadere la sabbia per terra a formare un cono, naturalmente. E naturalmente l’opera non sfida i Millenni, ma nasce adatta per sopravvivere. Un inchino agli ingegneri egizi. Rispetto.

Veniamo pure ai ponti dei nostri giorni, prendiamone uno a caso: Il Ponte Littorio -poi della Libertà- che unisce Mestre a Venezia. Inaugurato nel 1935, meno di due anni per realizzarlo (senza sforare il preventivo di spesa) 4  Km. sull’acqua, largo più di 20 metri.

Tantissimi archi a scaricare tutto il peso su piloni idonei, ancora i materiali che lavorano prevalentemente a compressione… non ricorda un po’ la tecnica degli acquedotti romani? E’ ancora la, vivo, vegeto e funzionale.  Ma non si può elogiare troppo perchè è stato realizzato nel periodo fascista, una vergogna chiamarlo ancora Ponte Littorio, meglio “della Libertà”.

 

 

 

 

 

Il ponte Morandi a Genova, capolavoro di ingegneria estetica, strutture esilissime precompresse, materiali sottoposti a tensoflessioni deviate, retto da stralli tiranti ben realizzati e ben manutentati nel tempo  (…)

 

 

Un opera realizzata anche nel rispetto del patrimonio abitativo esistente, dove preminente è il rispetto della sicurezza. (ma si può!??)

Ti sembra una fabbrica destinata a sfidare i millenni? Certamente no. E’ un ponte che forse avrebbe potuto sopravvivere ancora qualche decennio, se il calcestruzzo non si fosse fosse fessurato indebolendo le armature, se l’affaticamento degli stralli a trazione non fosse stato sfibrato dai carichi eccessivi e troppo frequenti, se i politici non ci avessero lucrato affidando la manutenzione a macchine da soldi private, se…

 

 

Quando i “se” sono troppi, i ponti crollano.

 

 

 

 

 

 

L’allarme di Morandi nel 1979: “Il ponte si corrode, va protetto”

Riccardo Morandi, 1979: “Penso che tra pochi anni sarà necessario ricorrere a un trattamento per la rimozione di ogni traccia di ruggine sui rinforzi esposti, con iniezioni di resine epossidiche dove necessario, per poi coprire tutto con elastomeri ad altissima resistenza chimica”.

“La struttura viene aggredita dai venti marini che sono canalizzati nella valle attraversata dal viadotto. Si crea così un’atmosfera, ad alta salinità che per di più, sulla sua strada prima di raggiungere la struttura, si mescola con i fumi dei camini dell’acciaieria (Ilva) e si satura di vapori altamente nocivi. Le superfici esterne delle strutture, ma soprattutto quelle esposte verso il mare e quindi più direttamente attaccate dai fumi acidi dei camini, iniziano a mostrare fenomeni di aggressione di origine chimica”.

 

Secondo Morandi, dunque, era già in atto una “perdita di resistenza superficiale del calcestruzzo”. L’ingegnere fa riferimento anche ad alcune “piastre”, non ben definite”, che “sono state letteralmente corrose in poco più di cinque anni e hanno dovuto essere sostituite, con processi piuttosto complicati, con elementi in acciaio inox“. Quindi Morandi sottolinea la necessità di proteggere “la superficie in calcestruzzo, per accrescerne la resistenza chimica e meccanica all’abrasione”, suggerendo di utilizzare resine ed elastomeri sintetici.

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