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IL PIACERE DEI BANCHETTI

Al giorno d’oggi, sull’onda del successo cui godono le trasmissioni culinarie, il mangiare non si riduce al semplice atto di introdurre nel nostro corpo i nutrimenti necessari all’organismo, ma comporta, soprattutto, il sedersi insieme intorno a un tavolo. La condivisione dei pasti, in particolare all’interno di un nucleo familiare, è qualcosa che avvicina l’un l’altro, che fomenta il dialogo, permettendo di passare da discorsi frivoli a dialoghi più spinosi. I ritmi frenetici che caratterizzano le nostre giornate spesso circoscrivono anche il tempo dedicato al mangiare insieme, facendoci dimenticare i vantaggi – da non trascurare – che quest’abitudine comporta. Uno studio condotto dall’organization for economic cooperation and Development (oecD) evidenzierebbe, infatti, che tra gli studenti, quelli che non si trovavano con una certa regolarità a condividere il pasto con i propri genitori, sono risultati significativamente più svogliati per quel che riguarda l’impegno dedicato alla scuola. Un recente studio svolto dalla Columbia University confermerebbe l’importanza, soprattutto per bambini e ragazzi, di consumare i pasti con i propri familiari. Stando ai dati emersi, pare che i ragazzi che mangiano con i loro genitori dalle cinque alle sette volte a settimana, siano anche più portati a raccontarsi loro apertamente, a differenza di chi dichiara di mangiare insieme al massimo due volte. Tra questi, chi si racconta di più, afferma di aver fatto uso di marijuana e di alcol con una percentuale inferiore rispetto a chi condivide meno pasti con i familiari (13% vs. 21% per la marijuana; 24% vs. 40% per l’alcol). Ancora, i ragazzi che più spesso cenano in famiglia, dichiarano di avere un miglior rapporto con i genitori, rispetto a quei ragazzi che al contrario ci condividono meno pasti: il 49% racconta di avere un bellissimo rapporto con la madre (vs. il 36%) e il 45% di avere un buonissimo rapporto con il padre (vs. il 28%). Non solo, i ragazzi che dicono di avere un bel rapporto con i genitori, ammettono sì di aver provato a fare uso di alcol, fumo e droghe, ma in percentuale minore rispetto a chi lamenta di non andare tanto d’accordo con i genitori. Infine, anche i livelli di stress sembrano essere coinvolti! Paragonati ai giovani che raramente vedono a cena la famiglia riunita, quelli che cenano con i loro genitori dalle cinque alle sette volte la settimana, sono meno inclini a riportare alti livelli di stress. Allora è vero quel che in tempi non sospetti diceva cicerone: accingiamoci a mangiare buon cibo, ma soprattutto, facciamolo in buona compagnia!    [leggi tutti gli Articoli]

Camilla Tombetti

camillatombetti@gmail.com

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