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Testa o Croce?

cristoNon voglio contestare il principio alla base della sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani che, nella sua essenza, è sacrosanto (mi si consenta l’uso forse inopportuno del termine) e condivisibile.

 Tanto per fugare fin da subito eventuali sospetti di clericalismo o di simpatie vaticane, ci tengo a precisare che sono un fervido sostenitore della laicità dello Stato la quale -temendo io l’italica elasticità nell’applicazione delle norme che spesso si traduce in totale disapplicazione delle stesse- dovrebbe esplicitarsi, nella mia modesta opinione, alla francese, ovvero senza sconti e senza eccezioni: tutto ciò che riguarda o richiami la religione deve restare fuori dagli uffici pubblici. Questo vale certamente per i crocefissi, ma anche per lo chador, per le collanine con la croce o le medagliette dei santi, la stella di Davide e ogni altra manifestazione di non laicità, incluse diete alimentari differenziate giustificate da motivi religiosi o filosofici. In tal modo si elimina alla radice ogni possibile contestazione.

crislam Sull’efficacia di tale atteggiamento per promuovere la tolleranza e l’integrazione ho molto dubbi, ma almeno le questioni formali e giuridiche sono definite e inattaccabili, con buona pace dei giuristi europei.

 Ci sono tuttavia aspetti che nella vicenda mi lasciano perplesso per l’incoerenza intellettuale che celano e per le conseguenze grottesche, per non definire ridicole, a cui l’estensione dell’applicazione per similitudine della sentenza potrebbe esporre la nostra società civile.

 Molti amici e conoscenti laici hanno denunciato il malessere che hanno sopportato per la visione del crocefisso appeso nelle loro aule scolastiche, un malessere quasi fisico e invalidante, tanto che la Corte Europea ha stabilito un risarcimento per la signora Soile Lautsi Albertin monetizzato in 5 mila €.

 La cosa che mi lascia basito è che queste stesse persone vivono una vita assolutamente normale mentre dovrebbero essere sopraffatti ovunque per la presenza palpabile della religione cristiana ormai fusa nella nostra storia e nella nostra cultura. Se pensiamo alla toponomastica dei luoghi e delle strade, all’arte, ai nomi propri tipo Salvatore, Cristiano, Assunta o a cognomi anche famosi come Santoro o Santanchè, queste persone non potrebbero che soccombere per la continua esposizione a simboli o nomi cristiani a cui sono soggetti. Invero il loro malessere è causato solo ed esclusivamente dal crocefisso esposto nelle aule scolastiche. Mai vengono citati o considerati simboli di altre religioni o filosofie, che pure con la laicità dello Stato non dovrebbero aver nulla a che fare.

Archiviato questo strano atteggiamento a mio avviso un po’ incoerente di Soile e compagnia, provo ad immaginare la signora finlandese residente a S. Bonifacio o a Crocetta del Montello invece che ad Abano Terme. Avrebbe chiesto di modificare le carte d’identità rilasciate dal comune o di cambiare il nome al paese. Nemmeno l’araldica si salverebbe, decine e decine di gonfaloni comunali di origine medioevale dovrebbero sparire perché rappresentano una croce, pensate a Milano, Padova o Treviso ad esempio.

Perfino l’Accademia della Crusca non dormirebbe sonni tranquilli. Molte parole, infatti,  dovrebbero essere cancellate dal vocabolario, parole come crocevia, cruciale, incrociare, sanpietrino e simili.

Pure lo sport non sarebbe immune a questa rivoluzione e non mi riferisco ai giocatori che si fanno il segno della croce quando entrano in campo. Lì la soluzione è semplice, lo si annovera tra i falli da espulsione e il gioco è fatto. Invece una partita di calcio tra Inghilterra e Italia da giocarsi al San Paolo di Napoli è semplicemente fuori discussione e non solo perché la bandiera inglese rappresenta una croce rossa su campo bianco e l’irritante inno di Sua Maestà inizia con le incaute parole “God Save the Queen”.

Per sfuggire a tanta possibile dabbenaggine, rifugiamoci allora in un bar per un caffè, sperando di trovare un po’ di serenità. Purché un qualche avventato avventore non ordini un’aranciata o un chinotto S. Pellegrino!

Chiedo venia, non era mia intenzione mettere in croce nessuno nè cantarne le lodi; difatti morto un Papa se ne fa un’altro. Oops!

mb

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1 comment to Testa o Croce?

  • Nazzareno

    Effettivamente ci chiederemmo ‘dove stiamo andando?’ e saremmo tutti un po’ spaesati se a Treviso venissero meno i quartieri di S.Maria del Rovere, Santa Maria del Sile, San Giuseppe, San Zeno, Sant’Angelo…

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