realprosecco.it

Signore e Signori di Treviso…

Signore-e-SignoriSignore e signori, che descrive l’”Italietta” ipocrita e moralista degli anni ’60, è ambientato in una imprecisata cittadina veneta (Treviso, chiaramente riconoscibile), scandita dai pettegolezzi nel bar della piazza principale (Piazza dei Signori, nella quale oggi c’è un bar che porta proprio il nome del film). Al centro dei tre 3 episodi da cui è composto il film, un’intera collettività che, dietro ad una facciata di bravi “signori” rispettabili, nasconde in realtà una fitta trama di tradimenti reciproci. 

Segue una “citazione” rivisitata da un … non meglio identificato gruppo di amici di Treviso. 

 http://youtu.be/961RZ0a5WV8

 

L’episodio più noto è quello del modesto impiegato di banca Osvaldo, interpretato splendidamente da Gastone Moschin, che, oppresso da una moglie ossessiva, spera di trovare la libertà grazie all’amore della cassiera Milena (una giovanissima Virna Lisi, allora neanche trentenne, ma riconoscibile dagli splendidi occhi turchesi e dall’ottima interpretazione, che le ha fruttato nel corso degli anni molti premi e riconoscimenti). Proprio Gastone Moschin e Virna Lisi sono i protagonisti di una delle scene più famose del film, ambientata nel pordenonese, e precisamente nella vecchia trattoria “Le cascate” di Polcenigo, oggi non più esistente.

Signore e signori, caricatura impietosa della società del nord-est degli anni sessanta, è anche un documentario storico che, appena uscito nelle sale, scandalizzò i trevisani perché alzò il velo su un mondo nascosto, fatto di costumi ricoperti da un perbenismo allora dominante, ma che ci aiuta ancora oggi a comprendere la società in cui viviamo.

Nella cornice di una piazza Calderari per l’occasione arricchita con grandi palme in stile Festival di Cannes, vedere questo film sarà un’occasione per rivivere le emozioni delle prime rappresentazioni sul grande schermo a Pordenone – piazza Calderari ha visto 28 anni fa la nascita del cinema all’aperto nel capoluogo – e per rivedere una Treviso che (forse) non c’è più.

Leave a Reply