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Animali in Parlamento, leoni esclusi.

Forte come un toro, furbo come una volpe, subdolo come un serpente, cocciuto come un mulo, fastidioso come una zanzara, fiero come un leone, fedele come un cane e via paragonando tratti e caratteri.

Ma Calderoli ha sbagliato, ci è caduto, ha prestato stupidamente il fianco: un paragone estetico volgare e imperdonabile rivolto a una [donna] [nera]. Ma Roberto,  sei fuori? Non ti rendevi mica conto che sarebbero insorti immediatamente sia i rari onesti in buona fede che i folti branchi di ipocriti? (Altra razza molto diffusa, non solo in parlamento)

Ti fossi rivolto in tal modo ai soliti noti, l'insulto sarebbe passato liscio come tutte le altre volte, gradito a una parte, sgradito e strumentalizzato dall'altra:

Il caimano psiconano giaguaro a Berlusconi) il porcello (proprio a Calderoli) la pitonessa alla Santanchè, la scorfana alla Bindi, spesso definita "più bella che intelligente", per citarne solo alcuni. Anche in passato, quanti animali in parlamento! Ma dare dell'oranga alla Cecilia no, è razzismo. Per me è una classica caduta di stile verso un avversario politico, come tutte le centinaia di deplorevoli altre volte. 

Mentre ci distraggono con inutili cazzate in una situazione che definirei di guerra, in parlamento servirebbero leoni incazzati e tante api operaie, magari ci fosse davvero anche qualche orango, razza animale tra le più forti e intelligenti con corredo cromosomico quasi umano: averne in parlamento. Totalmente inutili invece le faine perditempo e i governi del fare nulla e rinviare. Quelli andrebbero rinviati a giudizio, della gente.

 

 

 

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