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Nervesa della Battaglia: Il Sindaco chiude la Moschea

ramadanFiorenzo Berton sindaco leghista di Nervesa della Battaglia chiude la moschea perchè le presenze all’interno dei locali sono eccessive, conseguente revoca dell’agibilità. “Non hanno rispettato i patti”.

Mi capita talvolta di acquistare il Kebab a pochi passi da casa; Il gestore del locale, pizzeria per asporto, kebab e specialità della sua Terra. E’ marocchino, di fede islamica. E’ un bravo imprenditore, ordinato, pulito, gentile e “ci sa fare”, e soprattutto cucina bene! Qualche giorno fa mentre attendo mi offre uno spritz (ineccepibile pure quello) gli chiedo quando potrò ricambiare, mi risponde: “casomai vedremo dopo il Ramadan”… Mi avventuro curioso, cerco di capire di più, iniziamo una discussione, provo a testare anche un minimo di provocazione (ma se un raccoglitore di pomodori sta morendo di sete fuori orario, che fa?)  e riesco a comprendere alcuni punti di vista. In estratto: “le religioni non sono folli, come non possono essere pazzi gli insegnamenti di Cristo, o Buddha, o Maometto; semmai siamo stolti e ottusi noi. (fa il gesto del paraocchi, accetta la mia definizione di “fondamentalisti, li critica”). Continua: “Siamo responsabili del nostro corpo e soprattutto della nostra Vita e prima di metterla a repentaglio il raccoglitore di pomodori può bere”. 

Morale: questo è arrivato in Italia, ha imparato un mestiere, rispetta leggi, norme, usi e costumi, e si comporta pure bene. Per me è benvenuto, assieme al suo diritto di professare il suo Credo, nel rispetto del mio. Mi torna in mente un passo abbastanza noto: Pace in terra agli uomini di Buona Volontà. Infatti io discrimino tutti gli altri, a prescindere da colori e origini, e se per questo sono razzista, pazienza, mi sta bene così.

La mia opinione personale è che se le nostre norme urbanistiche e sanitarie prevedono una restrizione negli accessi in un locale, e la comunità islamica non le vuole rispettare, allora fa bene il Sindaco di Nervesa. Poi vorrei poter pretendere la reciprocità di diritto religioso nei Paesi di origine di fedeli a cui l’Italia concede il diritto di culto e la realizzazione di luoghi di culto. Sarei comunque intransigente -siate pazienti, sono il solito veneto- in un paio di dettagli: il diritto di culto sia a spese solo dei fedeli, non certo obbligo dell’intera collettività, e nel totale e assoluto rispetto delle regole imposte dall’ordinamento civile, e qui parlo di quello italiano. E se fosse per me, chi non è d’accordo … potrebbe anche cercare ospitalità altrove, o tornarsene ai luoghi di sua primissima origine, e qui solo un veneto può comprendere il colorito senso .

 

 

 

 

 

3 comments to Nervesa della Battaglia: Il Sindaco chiude la Moschea

  • Claudio

    Se ho ben capito: in m… de so’ mare?

  • Pikaya

    Il diritto di professare la propria religione o di non professarne alcuna non può dipendere dal principio di reciprocità. O un diritto è un diritto in se stesso, o non lo è. Ci sono più di 50 paesi a maggioranza musulmani. Non c’è nessuna uniformità nel trattamento degli atei, degli agnostici o dei credenti non-musulmani. In tutti i paesi musulmani i membri dei tre gruppi sopracitati sono discriminati, chi più, chi meno. Come applicare il principio di reciprocità? A quali paesi? A quelli dove ci sono cristiani autoctoni (numerosi in Egitto e Libano, per esempio) o a quelli dove vivono cristiani stranieri?
    Quello che dobbiamo chiederci è se le norme sono fatte apposta per impedire ai musulmani di praticare il loro culto o sono applicate in modo da ottenere lo stesso risultato. Dato che gli immigrati musulmani sono arrivati in un contesto urbano già esistente, dove i centri abitati riflettono essenzialmente un certo modello di sviluppo urbanistico pre-moderno, distorto nel corso del 20o secolo dall’industrializzazione selvaggia e la speculazione edilizia, per gli ultimi arrivati diventa quasi impossibile trovare un edificio o uno spazio edificabile dove costituire un luogo di culto non cattolico secondo le norme più recenti. Infatti quante chiese già esistenti rispettano o rispettavano queste norme? Quante sono state messe a norma con i contributi dei soli parrocchiani o con l’ausilio di fondi pubblici? L’arrivo di “foresti”, di outsiders, è un po’ come un innesto su una pianta già grande e questo crea sempre dei problemi. Gli emigranti italiani, questi problemi, li hanno vissuti sulla propria pelle, e questo in paesi che di spazio ne avevano e in periodi meno burocratizzati.
    Il sindaco di Nervesa revoca l’agibilità perché i musulmani non avrebbero rispettato i patti. Chi ci dice che non hanno rispettato i patti. Che un amministratore comunale proclami che i “patti” non sono stati rispettati senza dover dimostrarlo obiettivamente e oggettivamente davanti un tribunale dove l’altra parte può almeno difendersi o dare le sue ragioni, la dice lunga sulla debolezza congenitale dello stato di diritto in Italia. Peccato!

  • karl karl

    Pikaya, opinione compresa ma non pienamente condivisa.
    Credo esistano due piani distinti: il diritto di stato e il piano spirituale. Non mi risulta che in Italia possano pregare solo i cristiani, e certamente pregano liberamente moltissimi musulmani. Puoi affermare che in tutti i Paesi avvenga lo stesso? Io non lo credo. Sul piano delle norme di Stato, in Italia i cristiani (religione prevalente) non sono assolutamente dispensati dall’osservare la legge italiana: direi che deve valere per tutti, ti pare? Gli standard urbanistici non sono optional: a Susegana mi risulta che ad ogni ispezione (verbalizzata da forze dell’ordine) sono state trovate troppe persone, ecco il motivo, o se preferisci il pretesto. Ma a quanto sembra, nessuno vieterà ai fedeli musulmani di recarsi a Venezia a pregare, dove esiste ed è liberamente consentito un edificio idoneo. La reciprocità che intendo non riguarda il piano spirituale, ognuno osservi gli insegnamenti che crede, ma sul piano civile, rifletti: quali sono quei Paesi che mi consentirebbero di erigere a mie spese una chiesa cristiana? Sul piano civile, ripeto, io discriminerei tutti gli altri. E tu forse no. Opinioni. Infine, sempre mia opinione, ogni credo, cristiano incluso, dovrebbe essere professato solo a spese dei credenti, non della collettività, proprio in quanto questa è costituita anche da non credenti. Confesso qui anche la personale sensazione-avversione a culti invadenti, quali che siano. mi tornano in mente le parole sentite da magdhi allam: “non esiste un islam moderato”. Se lui, esperto, avesse ragione io, ignorante, mi sentirei a rischio.

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