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Ma il lavoro è un furto?

Una sera in un programma passato su RAI3, non senza stupore ho sentito pubblicamente affermare:
“Se una Azienda non fa ‘nero’ è destinata automaticamente al fallimento”, e nessuno dei presenti ha osato replicare, nemmeno il conduttore, generalmente abbastanza schierato politicamente. A sinistra.       

 

 

evasore fiscale

Ripeto: in una TV di Stato, politicamente orientata a sinistra, passa tranquillamente il messaggio: imprenditore, o evadi il fisco o fallisci: c’è da riflettere.

 

 

 

bisogna pagare le tasse!Ho pensato ad un buon impiegato, che costa all’azienda per cui lavora (lasciatemi buttare là) diciamo
3.000   euro al mese (36.000/anno) ne percepisce
1.500   netti (beato lui? 18.000/anno) e quasi sempre alla fine del mese li ha spesi tutti, il che accade praticamente
12         volte all’anno. Quindi può spendere circa
18.000 euro ogni anno, ok fin quì?

Nel corso dell’anno ha speso quasi tutto per affitto, alimentari, vestiario, benzina, riscaldamento, telefoni, bollo auto, assicurazioni, divertimento, generi voluttuari ecc. ecc.ecc.; ma metà di quel che speso è andato in altre tasse, o no? Si sa che “mezzo” gas va in tasse, “mezza” benzina va in tasse, ecc. Mi sembra che le chiamino imposte indirette.

9.000 euro all’anno di tasse, direi almeno, ma mi viene d’istinto ricordare anche quelle già pagate per lui dal datore di lavoro,  non erano già stati per lui versati
18.000 euro, sbaglio?

mi sembra che quell’impiegato in un anno abbia prodotto al fisco, direttamente e indirettamente,
27.000 euro, (18 trattenuti e 9 tra le sue spese) su un volume di
36.000 euro e mi sembra così che l’incidenza a favore del fisco sia già fin qui del 75%!!!
Probabilmente mi sbaglio. Forse per difetto? Bolli veicoli, marche da bollo, e mi fermo per non pensarci oltre ed azzardare percentuali da rapina.

So che, ad esempio,  nei prezzi finali dei supermercati è compresa una percentuale per compensare i furti, ma mi risulta ad 1 cifra bassa, non a due cifre spropositate!

La mia opinione è che quanto affermato su RAI3 purtroppo corrisponda al vero e che quindi, direttamente E indirettamente, anche il fisco si comporti in modo simile ai limiti di velocità irrispettabili, e che ciò valga in tutta la catena, dall’imprenditore al consumatore finale. E alla fine tutti consumano, pure chi produce: l’imprenditore.

Di certo c’è molto più di qualche dannato furbone che decisamente esagera, ovunque, ma credo che dovremmo rovesciare … le incidenze, tre quarti puliti totali in tasca ed un quarto pulito totale al fisco (diretto e indiretto) e poi allora sarebbe legittimo e doveroso punire chi non fa il proprio dovere di contribuente. Quando le regole sono rispettabili, siano fatte rispettare.

Credo che ci sia una enorme differenza tra i “furboni dei quartieroni”, le possibilità di ‘distrazione legalizzata’ di alcune mega aziende [che quando va bene fanno emigrare la grana, e quando va male “paga Pantalone”, cioè tutti noi] ed un medio artigiano o simili, che senza alcuna garanzia, senza nessuno che si assuma i suoi rischi d’impresa, tra migliaia di adempimenti di ogni genere, in un mercato perennemente scarso, non vuole e non può permettersi un “socio non operativo al 75%”: non gli resterebbe assolutamente di che vivere, ma soprattutto, non sarebbe più motivato a lavorare e imprendere. Con buona pace anche dei suoi dipendenti, per cui si assume rischi , costi, oneri e garanzie, va detto.

Per assurdo, non vuole essere una istigazione, ripeto per assurdo, ma un piccolo evasore totale che spendesse tutto il suo denaro, il ‘nero’, senza pagare alcuna imposta diretta … pagherebbe circa un 50% di imposte indirette negli acquisti che fa, ci avete mai pensato?  Controllate le bollette, tra tasse, tasse sulle tasse e iva quanto fa? Ma per favore! La smettiamo con i limiti irrispettabili?

Intanto però, ogni lavoratore dipendente è incazzato in quanto convinto di essere l’unico a pagare tutte le tasse [si sbaglia, gliele paga il datore per default e accordi preliminari, con lui, il fisco, lo Stato]  ogni imprenditore è convinto di dover rubacchiare per pagargliele [si sbaglia, ricadono nel prodotto, le pagano i consumatori, sia in impresa privata, se non fallisce, che sopratutto se il datore di lavoro è lo Stato] e ogni Consumatore, inclusi tu, io, il dipendente pubblico, privato e tutti,  è incazzato perchè alla fine tutte le tasse se le ritrova nel prodotto che acquista [e qui forse non si sbaglia].  Ma a chi giova tutto questo? Può assomigliare ad un antico Divide et Impera, tenerci tutti incazzati con tutti?

” lo Stato siamo noi”?  Sarebbe proprio bello.

Ma tu condividi proprio tutte le scelte imposte che devi rispettare? La quasi totalità dei miei conoscenti mi risponde no, e con l’età, i no salgono. Certo, posso capire che il lunedì mattina al bar si incontrano milioni di tifosi del calcio, convinti che avrebbero fatto di meglio del “Mister” commissario tecnico.  Ma certo è anche che il Mister incompetente che sbaglia o peggio vende le partite lo sbattono fuori. Accade di rado agli Eletti parlamentari, troppi risultano essere i compromessi, i poco onesti ecc. Lo Stato dovremmo essere noi, ma è vero solo in parte, ed in gran parte no, io temo. Perchè sento che a qualcuno giova molto di più che a tutti noi “ciurlare nel manico”.

Qualche anno fa ho sentito un commerciante ambulante al mercato in centro a Treviso, in ‘piassa dei cunìci’  che chiedeva sorridendo ad un collega con un tipico accento meridionale:  “Ma come fate VOI qui al nord a lavorare, VOI che tenete PURE l’IVA” …

La risposta forse è passata su RAI3. Vorrei che gli esperti rivedessero bene bene bene tutti i conti. Poi vorrei anche identificare tutti gli ipocriti e i furboni di ogni parte e livello, ovunque si annidino, destra, sinistra, in alto e in basso (politica e ceto).

E’ mia opinione che alla fine anche quì rimarrebbe la media Virtù a cui ispirarci, il massimo a cui umanamente poter tendere.

5 comments to Ma il lavoro è un furto?

  • brogio

    VERIIISSIIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

  • germano

    Esposizione forse un po’ esagerata e partigiana, ma condivisibile in larga parte. Però quando vedo la mia busta paga, le trattenute, e ciò che resta, e penso che se tutti pagassero mi resterebbe certamente di più in tasca, mi incazzo non poco.

  • scusami germano, magari tutti pagassero il giusto! ma non ti illudere: c’è ben chi anche allora deciderebbe per te quanto ti DEVE rimanere in tasca, sarebbe scarso comunque.

  • dennis

    Ero dipendente idraulico dell’impresa di mio padre a un milione e 650,000 al mese e mi incazzavo con lui e anche la busta. Oggi l’impresa è mia, ho 2 dipendenti fissi e 1 nuovo fra poco. Come è scritto qua è la verità.

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