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Alcolizzati a 15 anni?

spritzErnest Hemingway narra che i suoi amici lo biasimavano perchè beveva troppo, ma si difendeva circa così: “loro non possono neanche immaginare quanta sete ho io”, mentre alcuni simpatici aneddoti recitano cose del tipo “l’alcol uccide lentamente, ma io non ho nessuna fretta”. E via così, per esorcizzare o difendere l’abitudine più o meno equilibrata (o smodata) di concedersi un piacere peraltro diffuso nelle nostre zone: la “bibita”. Piacere che personalmente non disdegno affatto.

Mi risulta che la ricetta dello spritzuno dei cocktail/aperitivo più bevuti in Italia dopo il mojito ed il cuba libre,  sia 6cl di prosecco; 4cl di APEROL; seltz o soda;

 

Aperol, Campari o altro, è interessante notare che si parla di 1/10 di litro di alcol misto a prosecco, “amaro”, (oltre 11 gradi medi) con una spruzzata di soda. (Occhio: 10 spritz = 1 litro di alcol)

 Infatti un calicetto da 1/8 di litro conteneva l’intero aperitivo: acqua, vino e una spruzzatina di “amaro”, ottimo e sufficiente ad agevolare l’atmosfera di convivialità nelle centinaia di osterie trevigiane verso l’ora di cena, magari accompagnata da una scaglietta di formaggio grana. Giusta o sbagliata che sia, per me è una bella tradizione.

Quello che non riesco a capire è perchè sia necessario e consentito educare gli adolescenti alla passione per l’alcol, con una tale perizia da portarli con frequenza scientifica alle soglie dell’alcolismo, già prima della maggiore età. Ma vi siete resi conto di cosa “va di moda” oggi? I nostri cari “osti” oggi sparano ai ragazzini certe bombe da stroncare perfino uno scaricatore di porto allenato! Ma quale calicetto conviviale, quello che ti propinano oggi è un bel terzo di litro di alcol, da assumere a tutte le ore anche a stomaco vuoto, e vedo i ragazzini farsene un paio come fosse acqua, oltre magari ad un bel negroni (altro aperitivo più strong).

 Non mi pare corretto, da parte di nessuno, da chi crea la “moda”, a chi la spaccia legalmente, a chi chiude un occhio o due, forse ubriaco pure lui, e a chi poi punisce senza prima prevenire ed educare. E’ esagerato il termine “spaccio”? Ma educare i ragazzi a tali quantità di alcol non crea forse dipendenza? O crediamo che l’alcol sia più light di altre droghe? Chiedetelo ad un alcolizzato: è quello il rischio!

La mia proposta è di convincere i gestori a servire spritz tradizionali, e rigorosamente solo ai maggiorenni.

Io lo spritz lo bevo “dalla Gigia” in via Barberia: me lo danno giusto, un calicetto fatto bene;  e non mi guardano male perchè mi rifiuto di bere un secchio di alcol prima di cena, a costi esagerati come accade ormai quasi ovunque.

Se vi piacesse commentare, e magari cercare assieme una soluzione da proporre concretamente alle autorità, prego, benvenuti!

Nel caso invece preferiate “creparvi”, eccovi  un cocktail di diverse ricette, Cin Cin.

1 comment to Alcolizzati a 15 anni?

  • claude1956

    Finalmente! Mi accorgo finalmente di non essere il solo a pensare che sarebbe utile tornare al caro vecchio spritz della nostra tradizione. Mi sono chiesto spesso come sia stato possibile arrivare a somministrare quantità industriali di alcolici e superalcolici ai giovani frequentatori di bar, osterie e discoteche, senza che nessuno (autorità comprese) si ponesse il problema. Non è un problema di Ombra ‘Longa’, è un problema di Ombra ‘tanta’ o OmbrA ‘troppa’. A 53 anni, fatico anch’io a ingurgitare e a smaltire uno spritz di quelli che oggi comunemente ci propinano al bar. Se penso poi al tradizionale ‘giro’ di ombre (o di spritz) che si innesta ogniqualvolta un gruppo di amici si ritrova al bar per quattro chiacchiere, mi rendo conto che non solo si dovrebbe ritornare a casa a piedi, ma addirittura sarebbe auspicabile fermarsi a dormire al bar a smaltire la sbornia.
    Lancio una proposta: perché, come accade per altri prodotti DOC della Marca Trevigiana, non si pensa di rendere DOC anche lo Spritz? A fissarne le caratteristiche (quantità e componenti) facendo in modo che ritorni ad essere il simpatico emblema della tradizione e della convivialità della gente veneta?
    E pongo una domanda. ‘A qualcuno, interessa?’
    Grazie per l’ospitalità.

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