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Spunta la luna di Monti

Berlusconi ha ceduto lo scettro da un paio di settimane, tra manifestazioni di giubilo, bottiglie di champagne o spumante stappate con sollievo e una massiccia dose di insulti. Inutile nascondersi dietro ad un dito.
Chi governa è responsabile e Berlusconi ha governato troppo a lungo per respingere gli addebiti.
Eppure le borse vacillano ancora sotto i colpi dell’incertezza e lo spread Bound/bpt, il famigerato spread –fino a ieri ignoto ai più ma di cui tutti oggi si riempiono la bocca, continua a salire ed è oltre a quella soglia “500” che molti temevano innescasse un effetto a catena che avrebbe portato al default dell’Italia. Il faccione grintoso di Emma Marcegaglia ho riempito TG e quotidiani mentre puntava il dito sul governo inetto, inefficace e inattivo paventando l’arrivo dei cavalieri dell’apocalisse finanziaria. Ora bisogna cercarla a “Chi l’ha visto?”.
Ormai è bene ammetterlo, per il bene di tutti, che in quelle ultime settimane ci siamo crogiolati in una bufala, cioè che Berlusconi incarnasse tutti i mali e che con lui se ne sarebbero andati anche i problemi. 
 
Non è così, il mercati dicono chiaramente che la leadership non era l’unico e nemmeno il più importante dei problemi del sistema Italia e che le zavorre allo sviluppo sono ancora tutte lì, fino all’ultima.
Non è giusto appioppare bocciature preventive e innescare polemiche inutili e dannose sui conflitti di interesse, che eppure non si possono negare, sebbene non più mediatici ma finanziari. Tuttavia l’idea che abbiamo affidato la Nazione a dei banchieri per salvarla dalla avidità delle banche suscita perplessità che non devono essere trascurate. Invece il popolo e la stampa hanno vistosamente abbassato la guardia, le armate di controllori delle malefatte di Berlusconi in nome della democrazia e della libertà si sono dissolte come se il pericolo fosse scampato. Il Financial Times bacchetta pesantemente Monti e lo accusa, senza mezzi termini, di brancolare nel buio.
Di questi appunti, che se avessero riguardato Berlusconi avrebbero occupato le prime pagine di tutti i giornali, la Repubblica in testa, se ne trova una frettolosa menzione in qualche articolo di terza pagina. Qualche amico progressista e antiberlusconiano si giustifica che Monti in fin dei conti è in carica solo da due settimane, ma la stampa libera è effettivamente libera se lo è dal giorno zero, non solo dopo un po’ di tempo giusto per vedere che aria tira. Senza menzionare il fatto che due settimane, in una situazione in cui si dice che ci restano venti giorni per salvare l’Euro, sono una eternità.
Nessun rimpianto per Berlusconi e la sua folkloristica compagine di governo, ma i sostituti al momento appaiono “non pervenuti”.
Per fortuna che abbiamo il Presidente della Repubblica che ci ricorda quali sono i veri problemi del paese di cui si dovrebbe occupare il Parlamento: la revisione delle modalità di naturalizzazione degli immigrati.
Come direbbe Zucchero Sugar Fornaciari: la vedo nera!
Mauro Bono

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