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Il Denaro è Debito? il Debito è Denaro.

Ricordo alcuni antichi insegnamenti impartiti da illustri docenti universitari circa i Principi Economici;  mi sovvengono nomi come Malthus, Keynes, domande del tipo “Cos’è un bene economico?  Qual’è la sua utilità marginale?”

Mi ricordo bene l’esempio dell’utilità marginale di un bene, mi era piaciuta molto, era molto chiara e semplice. Il Professore ci chiese :”quanto vi soddisferà oggi la prima forchettata di pastasciutta, appena rientrerete a casa molto affamati?”

“Moltissimo”. 

“E se ne mangerete 3 etti, di pasta, quanto vi soddisferà l’ultima forchettata?”

“Molto meno”

“Bene, quella soddisfazione rappresenta, qui, ora e per voi, l’utilità marginale di quel bene economico, la pastasciutta.”

“Ah.”

 

Quindi era chiaro: per potere definire qualcosa un [bene – utile] deve essere sia scarso che …appetito, e più scarso è per te e più lo desideri, ossia lo domandi.  E poi si proseguiva sui criteri economici della Domanda e della Offerta.  L’opinione del docente era che entrambe creavano entrambe, e non che una delle due creasse l’altra, e citò la prostituzione, antica professione basata sui bisogni sia del cliente che del fornitore. Sostenne che bastava mettere in gioco l’uno o l’altro bisogno per creare il  “Mercato”. Mi trova d’accordo, anche io penso che non esistano le P.. rofessioniste solo in quanto esistono clienti che le cercano, ne’ che esistano i clienti solo in quanto le meretrici si espongono; anche io penso che esistano naturalmente i bisogni di entrambi e che questi creino sia la domanda che l’offerta. Con buona pace delle femministe e dei bigotti, è un mercato di bisogni da soddisfare.  Bisogni più o meno virtuosi, o maturi, o viziosi… Bisogni.

Se dunque  è vero quanto mi hanno insegnato, mi sembra chiaro anche oggi che il Denaro sia un “bene economico utile”, infatti per molti è scarso e non ce n’è mai abbastanza, tutti ne desideriamo di più, e appena ci pagano non siamo troppo dispiaciuti; siamo d’accordo almeno qui?

C’era una volta lo scambio dei beni, io ti davo un litro di vino e tu mi ripagavi con mezza gallina, ed eravamo appagati entrambi, stretta di mano. Poi qualcuno inventò il denaro, che rappresentava efficacemente sia il vino, che le galline, che ogni altro tuo bisogno. Infatti con la grana ti compri quel che ti pare, perfino la prestazione di una donna  (o di un uomo) di strada, se ti va, e se la desideri si trasforma in un bisogno e in [bene economico]. O se ne hai bisogno, perfino  la prestazione di un avvocato, che se ti serve sei messo proprio male.

Da qui in avanti però mi perdo, mi servono i vostri commenti, ci capisco poco. C’era una volta la zecca di Stato, il controvalore in oro delle banconte immesse in circolazione attraverso gli Istituti bancari; C’era una volta e ora non c’è più, non mi è più chiaro: mi parlano di entità imperscrutabili e quasi astratte.  Sento dire da opinionisti esperti americani che la  Stampa di bancanote è affidata ad Aziende, che il denaro è rappresentato da impegni presi e non da valore concreto, che in definitiva oggi il denaro equivale a debiti, non a controvalore.

Ma se Denaro = Debito, allora dev’essere anche che il Debito = Denaro!

Meditare. Di chi è l’impegno alla fine? Sempre e ancora di tutti noi, paga ancora Pantalone. Che siano questi i motivi delle crisi Globali che (finalmente? inevitabilmente?) sgonfiano una bolla viziosa, ignobile e diabolica  e  riportano tutto alla realtà?  Che resta la stessa di ieri: non esiste un [bene] economico abbondante! Ogni Bene è scarso, dobiamo ridurre i consumi, risparmiare e produrre di più, basta sprechi e finzioni! Lo sapevano molto bene le nostre nonne, in realtà nulla è cambiato, ne’ cambierà. E sempre ci sarà qualcuno che prende impegni sapendo benissimo che non li onorerà mai: i disonesti.

 

La mia opinione è che sarebbe meglio che ogni Stato si ri-assumesse l’impegno di emettere solo la moneta che può garantire in solido, che si finisse di stimolare quei consumi che i cittadini non si possono permettere solo per creare denaro finto, che le Banche tornassero capillarmente nel territorio a trattare con volti ben conosciuti, non con entità astratte. Sarebbe meglio che il Sistema  Economico Globale si affidasse a principi più etici e virtuosi.

E soprattutto, “perdìo”, i bugiardi alla gogna!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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