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Emilio Gallina, Poeta

Gallina

Emilio (Treviso 1934), poeta e critico, vive a Santa Bona di Treviso.  Terminate le scuole, agli inizi degli anni Cinquanta comincia a lavorare nella libreria di Piero Dall’Asta e questo mondo di libri sarà determinante per la sua formazione. Negli anni Sessanta passa nel settore della promozione editoriale nel settore scolastico. Approda alla poesia solamente a metà degli anni Settanta cominciando a scrivere versi nella parlata urbana locale “el trevisan”, ispirato dalla passione per gli usi, i costumi e le tradizioni della sua terra. Fa parte del Circolo culturale “Amissi dela poesia” e collabora con altre associazioni culturali locali. Nel febbraio 1995 viene invitato a “Il libro invisibile” la prima edizione della mostra sull’editoria minima tenutasi a Caerano San Marco. Nell’edizione del 1997 gli viene dedicato un “Salotto letterario”, evento determinante per la sua produzione letteraria sia in lingua che in dialetto. Collabora con l’Ateneo Trevigiano col quale ha promosso nel novembre 2006 a Ca’ dei Carraresi l’incontro in ricordo del poeta Andrea Cason  Ha organizzato e condotto nel settembre 2006 la serata dedicata alla poetessa Adriana Scarpa a un anno dalla scomparsa. Collabora con la Società Iconografica Trivigiana nella realizzazione di serate a tema sulla Treviso del passato: luoghi, personaggi, attività sociali e culturali. Frequenti sono i suoi interventi sulla stampa locale (Il Gazzettino, La Tribuna di Treviso, La vita del popolo). Organizza serate dedicate a scrittori e poeti (Rina Dal Zilio, Bruno Lorenzon, Enrica Pesole) e presentazioni di libri per diversi dei quali ha steso le prefazioni. Ha pubblicato: Galaverna (1998), Canpàne par dó (2000), A me tèra, ’a me zènte (2002), Scondicùco (2004), Canpàne par dó (20063). È presente in antologie e riviste locali (Quatro Ciàcoe”, “El Sil”, “La Nuova Tribuna Letteraria” e ha ottenuto diversi primi premi letterari: 1977: “Circolo Amissi de la Poesia”, Treviso; 1979: “Guido Modena”, San Felice sul Panaro; 1987: “La Madonnina”, Pescantina; 1999: “Agenda dei Poeti”, Milano; 2001: “Solarolo Rainiero”; “Comune di Montodine”; 2002: “Città di Istrana”; “Poesia tra le mura”, Pizzighettone; “Trofeo Pusterla”, Casalpusterlengo; “Il Convivio”, Castiglione di Sicilia; 2004: “Colfosco”, Colfosco di Susegana. Ha curato e revisionato in lingua trevigiana il testo dialettale della pièce teatrale “Quarantòto ‘a republica dei mati” di Roberto Cuppone, rappresentata nel marzo del 2006 nel Teatro Comunale di Treviso.

Sulla sua attività letteraria hanno scritto, tra gli altri: R. Dal Zilio «Il poeta G. è il portavoce più autentico del dialetto trevigiano, attraverso il quale il suo raccontare si fa commovente.» «…G. è un poeta del ‘Piccolo mondo antico’ conservato e rivisitato dalla sua memoria e donato soprattutto a coloro che verranno dopo. Dunque poesia e insieme documento di un passato…»; A. Manitta «…raffinato scrittore e sensibile poeta di Treviso, il quale di recente ha pubblicato Canpàne par dó una raccolta di liriche in dialetto trevigiano, dialetto che egli ama come le tradizioni e la storia della sua città…»; L. Pumpo «Nel panorama della poesia dialettale G. occupa un posto di notevole rilievo, già manifestatosi in altra raccolta dove magnificava i momenti fondamentali del suo esistere…»; B. Rosada «Davanti a tante improvvisazioni nella grafia dei nostri dialetti (come quella di inventare segni grafici strampalati) qualla di G. ci pare una grafia rispettosa di una tradizione che conta quasi ottocento anni di dialetto scritto e al tempo stesso adeguata alle esigenze della pronuncia moderna…»; A. Scarpa «…G. è poeta vero. La scelta del dialetto che in Veneto viene usato nel parlare di ogni giorno, rislta appropriata… I versi parlano al cuore con rara sensibilità…»

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