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Centri del sesso a Treviso

prostitutaTREVISO – Erano centri di massaggio per il relax. E a rilassarsi erano i trevigiani facili di portafoglio. Soprattutto agenti di commercio, artigiani e piccoli imprenditori. E, secondo gli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, i frequentatori si rilassavano alla grande. Certo, con i massaggi particolari delle ragazze sudamericane e dell’Est europeo.


 prostitutaGiovani prostitute che facevano rendere ai proprietari dei “centri di estetica” più di cinquemila euro al giorno. Ovviamente, non tassabili. I tre centri sono stati sequestrati dalle Fiamme Gialle. Uno si trovava Carità di Villorba, a pochi chilometri da Treviso. Un altro era a Castelcucco, ai confini con l’asolano. Il terzo era addirittura in un centro commerciale di Crocetta del Montello. Sono stati sottoposti al sequestro preventivo per ordine del giudice delle indagini preliminari di Padova e ora sono nei guai il trevigiano Giorgio Longato e i due figli di 24 e 29 anni.

Continua senza sosta l’inchiesta del Nucleo di polizia tributaria, diretto dal maggiore Antonio Manfredi, avviata all’indomani della scoperto di un sito internet, registrato a Padova, molto noto a chi frequenta il mondo della prostituzione. Ragazze, escort e trans. L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Sergio Dini. Le indagini sono iniziate con il sequestro di un’abitazione di via Euganea, nel centro storico di Padova. Poi è stata la volta dell’istituto di bellezza “Sfinge”, in viale Venezia 15 a Conegliano. Adesso sono stati scoperti i tre centri per il massaggio trevigiani. Il giudice delle indagini preliminari Paola Cameran ha disposto il sequestro preventivo anche per le tre “fabbriche del sesso”, come vengono definiti dagli stessi investigatori della Finanza.

Per i gestori dei centri in vista anche guai fiscali. I cospicui incassi dei massaggi sono proventi illeciti derivanti dallo sfruttamento della prostituzione. Gli investigatori sostengono che alle “operatrici” era riservata la percentuale del cinquanta per cento dell’incasso, mentre l’altra parte andava ai gestori, che con cadenza periodica canalizzavano la loro parte verso Santo Domingo.

Finora nell’inchiesta vi sono ventuno indagati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Gli immobili sequestrati adesso sono cinque per un valore complessivo che supera il milione di euro.

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