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Sapori di Marca
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LA MARCA DEI SAPORI  Una terra da scoprire
Scegliere l'enogastronomia trevigiana significa scoprire un panorama di sapori e tradizioni unico e ricco, che esprime il profondo legame esistente tra il territorio e la propria gente e fornisce un notevole plusvalore qualitativo e culturale alla provincia.
La scoperta dei prodotti tipici della Marca Trevigiana implica l'incontro con produzioni di qualità, portate avanti con esperienza e la consapevolezza di essere riusciti a tramutare un atteggiamento culturale di mantenimento della tradizione in produzione di ricchezza per valorizzare e promuovere il territorio. E' da questo e dalle sue tradizioni che il prodotto tipico trae le radici della sua esistenza.
Conoscere ed apprezzare la cucina e i vini della provincia, veri e propri biglietti da visita per la Marca, offre la possibilità di immergersi in un'esperienza sensoriale genuina e preziosa. Quanto segue, dedicato a tutti coloro che desiderano avvicinarsi ai prodotti tipici della Marca, vuole incentivare proprio tale esperienza e rappresentare un'indicazione di massima dei 100 prodotti tipici della provincia di Treviso per facilitarne la loro scoperta anche attraverso il suggerimento di alcune ricette tradizionali e la segnalazione di manifestazioni locali che dimostrano come l'incontro paesano sia linfa per il mantenimento della tradizione e punto d'incontro culturale.
(Luca Zaia)

 

 

 

LA FRUTTA

                           


 

ACTINIDIA (KIWI) La produzione è diffusa in tutta la provincia di Treviso ed è iniziata circa venticinque anni fa, importata dalla Nuova Zelanda in un'azienda del Conte di Collalto. Il kiwi proveniente dalla zona pedemontana trevigiana si distingue dal prodotto nazionale per la colorazione bionda, l'assenza del torsolo centrale ed un equilibrio tra zuccheri-acidi che lo rendono simile al kiwi neozelandese.

E' uno dei frutti di più recente introduzione nella nostra alimentazione, originario della Cina Orientale, ha come patria adottiva la Nuova Zelanda, che ha ribattezzato il frutto con il nome del suo tipico uccello. E' in assoluto il frutto più ricco di vitamina 'C', più degli agrumi e delle fragole; ha buone quantità di calcio e fosforo, essenziali per la salute delle ossa a qualsiasi età. Poco calorico, ricco di magnesio e ferro, è un tonico contro lo stress quotidiano. L'Italia è leader mondiale come produzione e il 90% di quella della Marca viene esportato soprattutto nel Nord Europa.

Date le particolari caratteristiche del prodotto, legate a quelle della zona di produzione, è stata fatta richiesta del riconoscimento I.G.P. per il kiwi della Marca Trevigiana.

CILIEGIA DEI COLLI ASOLANI

La coltivazione è particolarmente importante nell'area collinare e pedecollinare che si estende da Cornuda ad Asolo e Maser. Qui praticata fin dal Medio Evo, grazie alle favorevoli condizioni climatiche e al territorio collinare, esposto al sole e poco argilloso, è solitamente consociata alla vite o ad alberi sparsi, mentre sono più rari, ma in via di sviluppo, i ciliegieti specializzati.

La ciliegia più tipica è la 'Mora di Maser' . Matura la seconda decade di giugno ed ha un colore rosso scuro, polpa succosa e aderente al nòcciolo, peduncolo breve. Le altre varietà significative sono: Roana, Sandra, Durone.

La fioritura del ciliegio avviene in primavera contemporaneamente alla comparsa delle foglie. Uno spettacolo della natura tra le colline della zona per la densità floreale di colore bianco, che dona alla chioma degli alberi un fiabesco candore. Dai fiori, avvenuta la fecondazione, si formano le ciliegie, disponibili per un breve periodo dell'anno: da giugno a fine luglio. Per una migliore conservazione devono essere raccolte nell'esatto momento della maturazione, in ottime condizioni, scelte con attenzione, sode, prive di ammaccature. Devono essere conservate per un periodo limitato in un luogo fresco e poco umido, mai in un sacchetto di plastica. Le ciliegie, oltre ad essere ricche di vitamine A, B1 e B, contengono anche proteine, sali minerali di potassio, calcio, magnesio, ferro, fosforo, oltre ai principi disintossicanti e depurativi. Godono di una azione diuretica e antiurica. Ricche di zuccheri, ma con un minimo apporto calorico, presentano un buon assortimento di acidi organici importanti per l'equilibrio acido-base del corpo e una discreta quantità di potassio, elemento fondamentale nel controllo dell'ipertensione arteriosa. E' consigliata anche a chi soffre di reumatismi e, per le vitamine che contiene, ai bambini e agli adolescenti.
MARRONI
In provincia di Treviso la coltivazione dei marroni e delle castagne è diffusa in tutta la fascia pedemontana e coinvolge più di 350 aziende. La maggiore tipicità riguarda però i marroni, che si distinguono dalle castagne non solo per le maggiori dimensioni, ma anche per una diversa valutazione commerciale del prezzo del prodotto, per un colore più chiaro con striature scure ben marcate, forma ovale allungata, buccia sottile con pellicola che si stacca con facilità, polpa gustosa e dolce, resistente alla cottura.

Quello che oggi rimane è solo parte del ricco e importante patrimonio boschivo dove il castagno regnava sovrano. Centinaia di ettari venivano usati pubblicamente: si parlava di 'beni comunali' che, pur appartenendo da secoli alle singole comunità, la Repubblica di Venezia, a partire dal secolo XVI, volle con atti ufficiali dare in uso alle stesse comunità. Il frutto era il prodotto più importante: la sua spartizione veniva regolamentata da particolari norme.

La successiva vendita di questo patrimonio, a partire da metà Seicento, e il venir meno di norme collettive e solidali, provocheranno il lento abbandono dei castagneti che verranno utilizzati a fasi alterne per il rifornimento di legna da ardere, per la produzione di frutti per l'alimentazione umana e animale e per ricavare legno per usi industriali. Saranno decimati poi a inizio Novecento dalla comparsa di alcune malattie. Una maggiore attenzione alla castanicoltura si ebbe nella prima metà dell'800, sotto l'Impero Asburgico, dove vennero messi in evidenza, attraverso gli Atti del Catasto, la qualità e la classe delle castagne, a seconda dell'ubicazione dei castagneti.

Per secoli, strumenti, pratiche e conoscenze agronomiche, sapienze tecniche, si sono tramandate tra generazioni.

Contratti, documenti privati e ufficiali ci testimoniano di questa presenza pervasiva del castagno nella vita privata e sociale delle comunità della zona: c'era una civiltà del castagno e nella Marca è già stato attivato un Progetto di Recupero e Valorizzazione dei Castagneti.

Il marrone è stato per lunghi periodi uno degli alimenti che hanno aiutato le nostre popolazioni montane a superare momenti critici. Raccolto ancora oggi secondo i vecchi metodi tradizionali, bacchiato con lunghe pertiche di canna, messo a mucchi (rissare) a macerare per venti giorni nel riccio, scelto e confezionato opportunamente, giunge sulla tavola portando un sapore antico che profuma di bosco.
MARRONE DI COMBAI D.O.P. L'area di produzione si estende nel territorio degli 11 comuni compresi nei confini amministrativi della Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane: Cison di Valmarino, Cordignano, Follina, Fregona, Miane, Revine Lago, Sarmede, Segusino, Tarzo, Valdobbiadene e Vittorio Veneto

. Il prodotto presenta forma ovoidale quasi ellittica. La buccia marrone scuro, brillante con striature e solcature molto evidenti, si stacca con facilità. La polpa biancastra a pasta farinosa, è dolce e resistente alla cottura. E' molto esigente in termini di terreno e clima: salendo lungo i ripidi versanti prealpini, la temperatura diminuisce determinando una progressiva variazione dei consorzi vegetali presenti. Il limite altimetrico per il castagno in quest'area si colloca a circa m.800-900 s.l.m. e scende notevolmente nel caso delle piante da frutto (m.600s.l.m.).

Il castagno predilige terreni sciolti, profondi, leggeri, freschi, ricchi di potassio e fosforo, preferibilmente acidi, con un buon grado di sostanza organica, migliorati dall'humus prodotto dalla decomposizione delle sue foglie. L'albero può raggiungere tranquillamente i 400-500 anni.

Il frutto è mineralizzante ed energetico, dal discreto contenuto di calcio e fosforo. Viene commercializzato sfuso e pronto per il consumo nelle varie manifestazioni pubbliche, o confezionato allo stato fresco, in contenitori approvati dall'Associazione Produttori del Marrone di Combai, nata nel 1995 per riunire tutti i produttori di marroni dell'area castanicola pedemontana, ed attuare strategie comuni di valorizzazione, miglioramento e commercializzazione del prodotto.
MARRONI DEL MONFENERA D.O.P. L'area di produzione si estende nei comuni della Pedemontana del Grappa e del Montello: Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba, Pederobba, San Zenone degli Ezzelini, Fonte, Asolo, Maser, Castelcucco, Monfumo, Cornuda, Montebelluna, Caerano di San Marco, Crecetta del Montello, Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia.

Il Monfenera è il monte su cui è sorta e si è sviluppata la castanicoltura della pedemontana, cuore della zona dei marroni di Pederobba. Una terra generosa, meta di numerosi turisti amanti delle bellezze boschive, particolarmente adatta alla coltivazione del castagno, grazie alle condizioni climatiche temperate e alla composizione chimico-fisica del terreno, fattori indispensabili per ottenere marroni di elevata qualità e particolarmente diversi da altri tipi di castagne che si trovano comunemente sul mercato.

La castanicoltura ha da sempre rappresentato e tuttora costituisce un fattore importante per l'economia rurale in questa area della pedemontana del Grappa.

Condotta con impegno e attenzione senza trattamenti antiparassitari e concimazioni, è una tradizione che non è mai venuta meno e che ha permesso di qualificare i marroni del Monfenera come un prodotto tipico del luogo, raccolto con cura e selezionato in base alla pezzatura. La posizione felice di Pederobba che domina il Piave con alle spalle il Monfenera, la cortesia e l'ospitalità della gente del luogo, fanno di questa zona la meta ideale per conoscere e degustare questo frutto, ben apprezzato anche dai Dogi della Serenissima Repubblica Veneta. Oltre al prestigioso Marrone, sono presenti anche la Castagna Rossa del Monfenera e la Castagna della Madonna.

I marroni sono destinati al mercato del consumo fresco e per incentivare la ricostruzione di castagneti è nata l'Associazione Produttori Marroni del Monfenera.
MELA DI MONFUMO La zona di produzione è quella di Monfumo, ai piedi del Monte Grappa, inserita in un magnifico contesto collinare, non ancora contaminato dalle zone industriali e residenziali.

La mela è rossa, piccola, profumata, molto farinosa e va consumata prima dell'inizio dell'inverno. Favorisce la digestione ed è antiossidante. Viene coltivata su terreni soleggiati e argillosi, seguendo un programma colturale privo di trattamenti antiparassitari. In alcune aziende le mele vengono trasformate in sidro, succo, grappa e marmellate; confezionate con regolare etichetta e commercializzate in contenitori di vetro ben sigillati.
NOCE DA FRUTTO La produzione si situa nelle aree limitrofe ai comini di Chiarano e Cessalto. Il suo incremento si deve soprattutto alla Società Cooperativa 'Il Noceto': Si tratta di colture proveniente da vivai francesi, più produttivi rispetto alle altre varietà nazionali. Il prodotto viene lavorato e confezionato in un moderno stabilimento di Chiarano, è naturale e dall'aspetto rustico perché lavato senza additivi chimici e viene accuratamente selezionato eliminando le noci vuote o difettose. Le noci sono molto nutrienti, ricche di sostanze utili per l'organismo: gli acidi polinsaturi, presenti in percentuale del 70% circa nell'olio di noce, fra cui anche i preziosi omega 3; contengono anche potassio, magnesio, fosforo, zolfo, ferro, calcio, vitamine A, B, C. Quindi è un alimento prezioso, da consumarsi regolarmente ma con moderazione, dato l'alto contenuto calorico.
PESCHE DA POVEGLIANO E VILLORBA Le colture sono principalmente localizzate nell'alta provincia di Treviso, in particolare nei comuni di Povegliano e Villorba, ma anche Spresiano, Ponzano, Arcade, San Fior, Godega di Sant'Urbano.

Caratteristica della produzione del luogo è l'elevata gamma delle varietà di pesche che maturano dal 10 giugno al 30 settembre: sono pregiate e coltivate con sistemi che esaltano le potenzialità naturali dell'ambiente. Le pesche depurano l'organismo, regolano l'alcalinità del sangue, sono diuretiche, lassative, valide contro reumatismi e artrite, e ricche di vitamina A.

 

 

 

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